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Ci sono molte cose in questo
racconto, che costituisce il gran finale della "Serie Egiziana". E' soprattutto
un esemplare della mia produzione più umoristica. Ma dietro c'è un omaggio e in qualche
modo un "ritratto" della mia amica Cristina, una delle storiche frequentatrici
del newsgroup, nonché autrice di molti racconti.
Parlo di "ritratto" e non di
"caricatura" anche se c'è sempre un pizzico di bonaria ironia. Quasi tutte le
frasi che Cristina pronuncia nel racconto sono effettivamente sue, estratte dai suoi
precedenti messaggi o dai nostri colloqui in chat. Lo stesso finale, melanconico e tenero,
di questo scritto, che molti hanno trovato un po' "stonato" o quantomeno
sorprendente, fa parte di questo ritratto. Ho cercato di ricostruire per un attimo le
atmosfere che si respirano nei suoi racconti (non è casuale la citazione dell'angelo). Di
più. Ho cercato di ricostruire le atmosfere che si respirano nel suo cuore.
Infine c'è da parte mia un piccolo peccato di
vanità. Ho voluto riprendere i temi e le idee di Cairo 3, prima
di tutto per dimostrare che non ero poi così offeso come volevo sembrare. In secondo
luogo per rielaborarli secondo il mio gusto e il mio stile. E poter dire, alla fine,
"Vedi, Cri? Io le avrei trattate così...".
Questo racconto è stato offerto al pubblico di il 6 marzo 1999.

Cairo 4 - Angeli nel deserto
(per Cristina)
"Anche le supposte
nel loro piccolo
ti inculano"
(Proverbio egiziano)
Xlater scese dall'auto. Si trovava in pieno deserto. Intorno a lui solo sabbia. Sopra di
lui solo stelle e una luna chiara che illuminava tutto di blu.
Alisha e Patrizia alla fine avevano fatto pace e avevano deciso di spartirsi i due
gemelli, lasciandolo da solo a Giza. Xlater aveva provato a seguirli a distanza. Voleva
assistere alle evoluzione erotiche dei quattro. Non perché fosse un guardone. Solo un
fedele cronista. Doveva scrivere la successiva puntata della serie "Cairo" e non
poteva perdersi quello che stava succedendo.
Tuttavia non ci volle molto perché la sua Rover 400 perdesse contatto con la jeep dei
gemelli, più a proprio agio sulle strade sconnesse e terrose. Xlater si ritrovò così da
solo in mezzo al deserto. Perso. Privo di ogni riferimento che non fosse la posizione
delle costellazioni nel cielo notturno.
Come spesso accade in questi casi, fu preso da un senso di fatalistico abbandono.
Passeggiò un po' intorno all'auto. Poi si appoggiò con la schiena alla fiancata e prese
ad ammirare le stelle, alla deriva dei suoi pensieri.
Fu allora che... SCHIAFFFF! Sul volto di Xlater si abbatté un ceffone clamoroso. L'uomo
barcollò scosso. Cercò di concentrarsi sulla figura che era apparsa praticamente dal
nulla davanti a lui.
"Cristina? Sei tu? Ma come..." SCHIAFFFF! Cristina gli mollò con gusto un altro
ceffone. Davanti agli occhi stupefatti di Xlater, la ragazza sorrideva dolcissima. Gli
occhi le brillavano e il respiro leggermente affannato tradiva la sua eccitazione.
"Cri... se è per la faccenda dell'angelo... posso spiegarti tutto..."
SCHIAFFFF!
"Oh no! Mio adoratissimo Xlater. Non hai nulla da spiegare..." La voce di
Cristina era un tenero e sensuale sussurro.
"Forse è per la 'Notte Moscovita'. Vedi, io..." SCHIAFFFF!
"Xlater mio prediletto... non sai da quanto aspettavo questo momento... e come me lo
sto godendo ora che è arrivato..." E subito un altro SCHIAFFFF! Cristina portava i
suoi colpi con un grazioso ed efficace movimento di spalla.
Xlater, con la guancia in fiamme, la guardò senza parole, allibito. Cristina gli rivolse
un radioso sorriso. "Ma come? Non capisci? Proprio tu? Possibile?"
"Ad essere sinceri, Cri, no. Non capisco perché tutti 'sti ceffoni..."
SCHIAFFFF! Xlater barcollò di nuovo.
"Sberle, Xlater. Non ceffoni. Femminili, maliziose e sensuali sberle. Mio amatissimo
Xlater, possibile che tu non sappia riconoscere la dolcezza di una carezza ad artigli
rinfoderati? C'è una pagina del kamasutra appositamente dedicata. Non hai letto il
kamasutra? Non dirmi!"
"Ehm... confesso che probabilmente la pagina che dici tu mi è sfuggita... però sono
sicuro che in mezzo a tutto il kamasutra si possa trovare un'altra pagina con qualcosa di
più divertente da fare... possiamo sceglierla insieme... da bravi amici..."
SCHIAFFFF!
"No, mio Xlater. E' questo il contatto erotico che tu mi ispiri. E' tanto tempo ormai
che me lo sognavo..." Tra una sberla e l'altra Cristina aveva cominciato a denudare
il Nostro, che, stordito, opponeva ben poca resistenza.
"Non sei contento, Xlater? Incontrare una donna che ti desidera tanto ardentemente, e
subito pronta ad approcci sessuali con te..."
"Che culo che c'ho!" SCHIAFFFF! "Cri... ma è possibile che proprio a te...
così tenera e dolce... piacciano questi approcci così duri..." SCHIAFFFF!
"E' proprio l'imprevedibilità femminile la cosa che più sconvolge ed eccita gli
uomini..."
"Dio, quanto sono eccitato!!" SCHIAFFFF! "Forse però sono soprattutto
sconvolto..." SCHIAFFFF!
"La mia dolcezza e la mia aggressività sono solo due facce della stessa
medaglia..."
"Ho sempre una sfiga, io, col testa o croce..." SCHIAFFFF!
"Non sai che i dolci più buoni sono quelli fatti col sale?"
"Ecco... vedi... io starei seguendo una dieta a basso tenore di sodio..."
SCHIAFFFF!
Cristina intanto aveva estratto alcune corde dal portabagagli della Rover e si accingeva
con entusiasmo a legare Xlater come un salame. Mentre stringeva con forza i polsi di
Xlater dietro la schiena, Cristina si fermò ad osservare le sue mani.
"Le mani... le mani di Xlater... Lo sai che sono il simbolo del tuo narcisismo?
Quelle foto sul tuo sito... tutti i riferimenti che ne fai nei tuoi racconti... mandi
sempre avanti le tue mani..."
"Scusa se mi permetto, Cri. Ma mi sembra che pure tu, un pochino, ti fai avanti con
le mani..." SCHIAFFFF!
Xlater era completamente nudo, legato e appoggiato semi incosciente con la schiena su un
fianco della Rover. La faccia era gonfia e le palpebre semichiuse. Cristina guardava
deliziata il frutto del suo lavoro.
"Ora posso finalmente esprimerti in modo compiuto quanto io apprezzi la tua
genialità (SCHIAFFFF!), il tuo fascino (SCHIAFFFF!), il tuo senso dell'umorismo
(SCHIAFFFF!), la tua abilità di scrittore (SCHIAFFFF! SCHIAFFFF!)"
Xlater faceva fatica a respirare. "Cri... grazie... ma non sono poi COSI' bravo"
"I tuoi racconti... i tuoi bellissimi racconti... Tieni! Questo è per il
Cetriolo" SCHIAFFFF!
"...che gira gira, come si sapeva, finisce sempre in culo all'ortolano..."
"Questo per la Cerimonia" SCHIAFFFF!
"...tu invece non fai tante cerimonie..."
"Questo per 'Alla faccia di Rossella' " SCHIAFFFF!
"E no, cazzo! Questo era alla faccia mia!!!"
"Questo è per la Doccia" SCHIAFFFF!
"Senti... per la serie di Patrizia... non avrai mica intenzione di darmene uno per
ogni puntata... fammi uno sconto!!"
Cristina si fermò. Ansimava per la stanchezza e per l'eccitazione. Era estasiata e
sorridente. La sua voce era sensualmente roca. "Oh, Xlater... riesci a tirare fuori
le mie voglie più nascoste... le mie pulsioni più primitive e bestiali... ma come
fai?"
"Ho seguito un corso per corrispondenza..." SCHIAFFFF!
"Lo sai..." sussurrò Cristina accalorata "Lo sai che andrei avanti per
tutta la notte?"
"Come?? No! Ti prego! ... ehm... senti... non lo dici sempre anche tu... che
l'erotismo ha bisogno di varietà..."
Cristina ci pensò su. "E' vero!" Mollò un ultimo sonoro SCHIAFFFF! Poi
afferrò Xlater, immobilizzato dalle corde, e lo gettò, senza tanti complimenti, a pancia
sotto sui sedili posteriori della Rover. Il culo di Xlater era esposto, inerme ed
indifeso. Cristina lo osservava.
"Non sai che voglia mi stai ispirando, mio amatissimo Xlater..."
"Lo intuisco, ma non lo voglio mettere a fuoco..."
"Sento un profondo desiderio di possederti..."
Xlater si irrigidì. "Ma Cri... non puoi mica... bisogna essere dotati di una certa
attrezzatura, sai?..."
"Sono molto più attrezzata di quello che credi, mio adorato..."
Con mossa agile Cristina si liberò della gonna. Xlater cercò di guardare alle sue
spalle, con la coda dell'occhio. Trasalì. Dal basso ventre di Cristina emergeva una
specie di grossa protuberanza. Sotto i timidi raggi lunari, e in quella posizione
disagiata, Xlater non riuscì a capire se fosse vero o artificiale. "Deve essere di
gomma... per forza... legato in qualche modo" pensò. "Dai, non può essere un
cazzo vero... che diamine... per quanto in questi racconti succedono le cose più
strane..." Carne o lattice che fosse, Xlater era impressionato dalle dimensioni di
quell'arnese.
"Cri... ti prego... cosa vuoi fare?" Xlater aveva una vocetta tremante e
lamentosa. Cristina invece era trionfante e entusiasta. Aveva tirato fuori una pomata
oleosa e la stava spalmando su quel bigolo maestoso.
"Coraggio Xlater. Cosa c'è di più erotico... di più stuzzicante... dello scambio
dei ruoli?"
"Ma io sono molto tradizionalista per i ruoli. Il portiere in porta... il terzino in
difesa... l'ala sulla fascia..."
"Io posso finalmente esprimere la mia parte maschile... e tu la tua parte
femminile..."
"Ascolta... non mi frega niente della mia parte femminile... e comunque oggi non
posso... la mia parte femminile ha le mestruazioni..."
"Mi fa impazzire l'idea di prenderti, di sottometterti, di violarti... Sapessi quanto
mi eccita la cosa... ma te ne accorgerai. Riuscirò a trasmetterti tutto il mio trasporto,
la mia passione, la mia foga..."
"Quale foga? Stai calma... Non mi devi trasmettere niente... mi fido della
parola..."
Cristina avvicinò le sue dita unte al buco di Xlater, che appena si sentì sfiorato
sussultò e cacciò un urlo bestiale "Ahiaaaaaa! Nooooo!"
"Stai calmo Xlater..." lo incoraggiò dolcemente Cristina, continuando a ungerlo
tra le natiche. "Se sei così teso sarà solo peggio...". Xlater seguì con
apprensione, senza vederli, i movimenti di Cristina che si sistemava in modo da
predisporsi all'atto. Con un brivido, sentì alla fine la punta dell'arnese appoggiata al
suo sfintere. Come prevedeva, era di gomma. Che dubbi assurdi aveva avuto. Paradossalmente
si chiese se fosse meglio o peggio così...
Cristina continuò a sussurrare dolcemente, facendo vibrare lentamente con una mano il
coso puntato contro il buchino di Xlater. "Rilassati caro... farà un po' male
all'inizio... ma poi ti piacerà. Ti piacerà essere mio in questo modo... la sensazione
di essere posseduto da un'altra persona ti farà impazzire di goduria... ti sentirai
veramente donna... e se ti piacerà, come sono certa, potremo farlo ancora... tutte le
volte che vuoi... potrai farlo con altre donne... con uomini..."
All'improvviso un pensiero confortò Xlater. Non può essere vero! Non può andare a
finire così! Che diavolo! Ora succede qualcosa... è classico. Mi risveglio ed era tutto
un incubo... qualcosa del genere. Solo che... dovrebbe essere ora... Da un momento
all'altro questa comincia a spingere! C'è qualche problema tecnico? Devo telefonare alla
regia... Regia? Cosa mi dite, regia?
Doveva aver inavvertitamente espresso ad alta voce i suoi pensieri, perche' Cristina,
tenera e ironica, cinguettò: "La regia mi ha avvertito: può partire il...
servizio!" e aggiunse un soave risolino mentre cominciava implacabile a spingere.
Xlater strinse i denti, mentre sentiva la pressione del fallo sul suo orifizio. "Non
mi salvo" pensò disperato. "Stavolta non mi salvo"
Poi all'improvviso Cristina sospirò e disse "No." Xlater, non credendo alla sua
fortuna, sentì la pressione allentarsi fino a sparire. Quel minaccioso arnese di gomma si
staccò dal suo corpo.
"Cosa è successo?" si chiese. Cristina rispose.
"Mi sono resa conto che non mi va di farlo..."
"Ti si è ammosciato?"
"Vedi, Xlater... secondo me anche in certi frangenti un uomo deve riuscire a
mantenere una sua dignità virile.."
"L'ho sempre detto io... il vero uomo lo si riconosce quando glielo appizzano al
culo..."
"E invece, Xlater... tu mi hai deluso... mi aspettavo un maestro dell'erotismo...
invece sei una specie di macchietta... non c'è nessun gusto a fare certe cose con
te..."
In quel momento dentro la testa di Xlater successe una cosa incredibile. Si rese conto che
l'essere rifiutato in quel modo lo faceva soffrire molto di più di una sodomizzazione. Il
pensiero che una donna potesse trovarlo meno che perfetto era per lui mille volte più
doloroso di quanto avrebbe potuto essere la penetrazione di un fallo di gomma anche grosso
il doppio di quello di Cristina. Reagì.
"Ma cosa dici, sciocchina? Dai... fai la brava... infilami quel coso..."
"No, Xlater. Non ci siamo proprio. Hai l'impostazione sbagliata. Avresti dovuto
essere ferito, ma orgoglioso. Vinto, ma fiero. Un vero uomo. Tu invece con tutte quelle
battutacce una dietro l'altra, quell'atteggiamento piagnucoloso... mi hai fatto venire il
latte alle ginocchia..."
Xlater sempre legato e steso sulla pancia era disperato. Cercava di girarsi per guardare
in faccia Cristina. "Stai scherzando, vero? Il mio leggendario senso dell'umorismo è
quanto di più sexy si possa immaginare... Dai Cri... mettimelo dentro... vedrai ti
piacerà..."
"No, Xlater. Mi dispiace... non prendertela..."
"Dai Cri... fammi tuo... saresti la prima... sono vergine... è stretto stretto...
pensa che gusto..."
"No..."
"Non ti piace il mio culetto? Guarda che è bello sodo... non ti attizza?"
"Non insistere Xlater... ti prego..."
"Però voi donne... sempre uguali! Prima giochini, provocazioni, preliminari... e
ora, sul più bello... mica puoi lasciarmi in questo stato, cazzo!"
Cristina si avvicinò con la testa al viso di Xlater e gli donò un tenero bacio sulla
guancia.
"Non sentirti ferito, Xlater" gli sussurrò piano. "La mia stima per te
resta la stessa. Per me sei sempre un ragazzo eccezionale. Voglio restare tua amica
affezionata. Non è colpa tua. E' colpa mia. Sono io che cerco un uomo che... un uomo
che..." e qui la gola di Cri si incollò, e la voce divenne strozzata.
"... un uomo che forse non esiste..."
Cristina appoggiò di nuovo le labbra delicatamente sulla sua guancia, ma stavolta Xlater
avvertì sulla pelle anche lo scivolare bagnato e tiepido di una lacrima di lei.
Senza aggiungere una parola, Cristina si alzò e si allontanò. Xlater sentì una specie
di rumore, come un battito d'ali. Si contorse per girarsi a guardare. Riuscì appena a
scorgerla. Con le piume bianche incandescenti illuminate dalla luna, Cristina stava
volando nel cielo stellato, diretta verso Nord Ovest.
Xlater rimase a lungo immerso in pensieri di tenero affetto nei confronti della sua amica.
Sulla sua guancia sentiva ancora il contatto delle sue labbra e l'umido di quella lacrima.
Nelle sue orecchie risuonava ancora quell'ultima frase commossa e rassegnata. Nei suoi
occhi ancora lampeggiava l'immagine di quelle angeliche ali bianche stese al vento.
Poi si riscosse e parlò ad alta voce.
"Però poteva almeno slegarmi. Che cazzo!"


Postilla.
Come ho già spiegato, prima di pubblicare questo racconto ho voluto mandarlo a Cristina
per avere la sua autorizzazione a pubblicarlo... e per invitarla a scrivermi due righe di
presentazione.
"Allora Cri..." le ho chiesto "me la fai l'introduzione?"
Lei ha esitato. Poi mi ha risposto, maliziosa "In che senso?"
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